un nuovo inizio
Il sole sì affacciò all’orizzonte da dietro una sottile coltre di nuvole ed incendiò la valle di un arancione acceso. Un cavaliere spronò il suo destriero sollevando una densa nube di polvere dietro di sé. Un cranio spezzato sotto lo zoccolo del cavallo siglò l’arrivo nella Terra dei morti.
Una voce si faceva sempre più insistente nella testa di Ineran man mano che si avvicinava:
“Sciocco mortale! Cosa pensi di trovare qua? Torna indietro!”
Il cavallo si fermò di colpo impennandosi e facendo quasi cadere il suo cavaliere. Ineran mantenne salda la presa sulle redini e accarezzò dolcemente il collo del destriero per cercare di calmarlo, sentendo il suo manto scosso da tremiti di paura. Gli impercettibili bisbigli che saturavano l’aria dovevano essere una tortura per i sensi dell’animale che non accennava a calmarsi, costringendo così Ineran a smontare.Imponenti mura di pietra levigate dal vento si stagliavano innanzi a lui. Il furfante superò i battenti del portale in legno e rame che giacevano a terra scardinati e si diresse subito ad una vecchia fonte per far abbeverare il suo cavallo trovandola però completamente asciutta. Azionò ripetutamente la pompa semi arrugginita finché non ne fuoriuscirono fiotti di fango denso seguiti finalmente da dell’acqua sporca. Il cavallo gettò il muso nella pozza bevendo comunque avidamente.Quando l’animale si fu rifocillato il furfante gli dette un colpo secco con il palmo della mano su una coscia. Il cavallo lasciò la cittadella senza che ci fosse bisogno di insistere. “Bene… ora torna pure dal tuo padrone…” disse osservando il suo compagno di viaggio scomparire in una nube di polvere.