La Saga di Nodhes di Thraal

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Archive for February, 2008

intrigo a hebet

1 February, 2008 (02:37) | la maledizione degli dei informi | No comments

Nodhes ed Ineran sgattaiolarono nel sotterraneo del castello-fortezza di Hebet, sede del Vescovo. Udirono sotto di loro il levarsi di una salmodia in una lingua estranea agli uomini, una lingua che proveniva dagli Dei ma adattata all’uomo, forse una “lingua morta” di quando il caos regnava sulla Terra, prima che gli Dei la forgiassero nella sua forma attuale. Le oscure parole incutevano un senso di inquietudine e pochi erano coloro che le profferivano alla luce del sole.
“Quante volte ti ho già detto che odio gli stregoni Nodhes?” chiese Ineran al compagno, ma il mercenario non gli rispose, troppo concentrato nei suoi pensieri per dargli retta. In fondo alle scale, attraversato un arco, c’erano delle figure male illuminate dalla fioca luce delle candele.
In mezzo alla stanza c’era il Vescovo, un uomo più anziano di quanto i due assassini non si aspettassero. Aveva la pelle cadente e i tendini evidenti sotto i muscoli rinsecchiti del collo. I capelli, di cui non rimanevano che poche ciocche, erano bianchi e rasati; ma la sua voce potente rivelava un’inaspettata vitalità. Nella sala c’erano anche alcune figure inginocchiate di fronte al vescovo ed una di esse procedeva verso di lui, facendo oscillare un turibolo che spargeva fumi dall’odore dolciastro.
“Non possiamo farlo davanti a tutte queste persone e sperare di cavarcela” sussurrò Ineran.
“Nascondiamoci dietro le nicchie lungo il corridoio e aspettiamo che finisca tutto quanto” rispose Nodhes. Si resero però conto che il loro piano era destinato a fallire quando udirono uno sferragliare di catene provenire da poco sopra.
“Forza!” incitò una roca voce maschile.
“No, vi prego!” fu la supplichevole risposta di una voce femminile.
Due grosse guardie stavano conducendo una giovane ragazza, bella e florida, il cui volto era rigato dalle lacrime e contratto dalla paura.
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della divinazione e delle arti arcane

5 February, 2008 (21:33) | la maledizione degli dei informi | No comments

Il veggente era ancora scosso dallo scontro con le tuniche porpora. Era raro in quell’epoca vedere qualcuno in grado di manipolare la magia, per non parlare del fatto che a farlo era stato una creatura demoniaca.
Rispolverò con cura dalla sua vecchia libreria alcuni cilindri di cuoio rigido e ne trasse delle antiche pergamene ingiallite, che svolse con cura sul tavolo affinché non si rovinassero. Si accomodò su un rozzo sgabello e si mise a leggere le pergamene illuminate dalla fioca luce di una lampada ad olio.
Una di esse attrasse in particolar modo l’attenzione del veggente.

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orrore a palazzo

8 February, 2008 (20:44) | la maledizione degli dei informi | 6 comments

Burgen era già stato al castello molti anni fa, quando Lord Durskell aveva conquistato da poco la valle e lui era ancora a capo del villaggio di Usten.
Il signore del castello drenava le terre che controllava privando i suoi abitanti di ogni risorsa che erano in grado di dargli. I contadini lavoravano senza sosta ai campi e le bestie venivano uccise non appena erano abbastanza grandi da essere macellate. Burgen decise di condurre un coraggioso mercenario alla corte del Conte, sperando che, come ricompensa, concedesse al suo villaggio una riduzione dei tributi dovuti. Quell’uomo era proprio Nodhes di Thrall, mercenario in erba con meno cicatrici, esperienza ed amarezza di oggi.
“Cerca di darti una rassettata” disse Burgen rivolto al mercenario dall’aspetto un po’ trasandato.
“Posso sapere almeno qualcosa su questo lavoro?” rispose Nodhes cercando di aggiustarsi i lacci del corpetto di cuoio.
“Verrai pagato bene” replicò Burgen occhieggiando alla spada nera incatenata al polso di Nodhes “Lord Durskell mantiene sempre le sue promesse…” questa volta rivolto più a se stesso che al mercenario. Nodhes non era l’unico motivo che spingeva Burgen a recarsi al castello: egli aveva un altro conto da saldare, ben più importante.

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silenzi e sussurri

15 February, 2008 (18:33) | la maledizione degli dei informi | 4 comments

“I Denti del Gigante” è il nome di una catena montuosa aspra e quasi totalmente priva di vegetazione, dove il vento ulula forte e gran parte dei sentieri è inaccessibile se non con l’ausilio di corde di sicurezza. La neve è presente per molti mesi all’anno e rende ancora più difficile, se non addirittura impossibile, percorrere i sentieri montani. Nodhes rabbrividì a causa di una gelida sferzata di vento, stava però calcando uno dei sentieri più battuti e solo pochi minuti di cammino lo separavano dalla sua meta: il tempio di Teberi.
Gli restava solo da attraversare un vecchio ponte di corda dalle assi di legno, sospeso su un profondo crepaccio. All’imboccatura del ponte si ergevano due pali, ornati, si fa per dire, di due collane di teschi. Se fosse per spaventare i visitatori o per altri motivi, Nodhes non lo sapeva, ma a lui poco importava di tutto questo. Il mercenario doveva solo arrivare al tempio, trovare la moglie di Lord Durskel e scortarla fino al suo castello. Il ponte di corda ed assi ondeggiò vistosamente a causa del vento ma Nodhes non si fece spaventare e cominciò ad attraversarlo con passo deciso e sicuro.
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spiriti inquieti

22 February, 2008 (21:54) | la maledizione degli dei informi | 1 comment

Il gruppo si inerpica per il ripido sentiero che conduce in cima alla montagna dove si dice sia ubicato l’antico tempio degli Erunt.
“Perché non chiedi al tuo Conte che cosa vogliono gli uomini porpora da lui?” chiede Ineran al veggente. Eron è sorpreso dalla domanda del furfante. Perché non glielo ha chiesto lui stesso? Decide comunque di assecondarlo: in questo momento così difficile ogni parola spesa per discutere tra loro sarebbe solo un inutile dispendio d’energia.
Eron rivolge la parola a Lord Durskell con lo stesso riguardo che avrebbe usato con un contadino della valle: ogni formalità ed etichetta nei confronti del nobile ha perso significato alla luce degli ultimi eventi. “Cosa volevano da te le tuniche porpora, Durskell?”
Il conte è ferito nell’orgoglio dalla mancanza di rispetto del veggente ma è troppo stanco per mettersi a discutere di questo.
“Fanno quello che viene loro ordinato da Chadad, la mia consorte. Gli Dei-Mai-Nati l’hanno attirata durante il suo soggiorno al tempio di Teberi… e l’hanno corrotta. Corrotta come poi lei ha fatto con mio figlio. E adesso lei mi vuole al suo fianco per estendere il suo potere al di fuori della valle, aumentando al tempo stesso il dominio degli Dei Informi sul nostro mondo”.
“Allora tu ci condurrai da lei, affinché si possa porre termine alla sua opera blasfema”.
Un sorriso amaro balena sul volto del vecchio nobile. “Non contate sul mio aiuto per le vostre sconsiderate azioni” dice fermandosi, come per tornare indietro.
“E dove andresti? Vuoi tornare al tuo castello a chiedere perdono per essere fuggito?” lo canzona Eron. “O forse chiederesti aiuto ai tuoi amati valligiani? Vai pure. Sei libero di andare. Vedrai come ti accoglieranno a braccia aperte ora che pensano che il tuo castello sia l’origine della maledizione.”
Durskell ammutolisce di fronte alla cruda realtà che il vecchio saggio gli ha appena esposto. Getta un ultimo sguardo al suo castello decadente per poi riprende a camminare, borbottando un riluttante “In fondo hai ragione, Eron.” (more…)

la fiamma che divora

29 February, 2008 (19:28) | la maledizione degli dei informi | 2 comments

Avvolto nella fredda oscurità, un gruppo di temerari eroi, o di incoscienti, prosegue la sua risalita dalle catacombe verso il tempio degli Erunt. Dopo l’ultimo scontro con le tuniche porpora, sterminate dalla spada maledetta di Nodhes, si è fatta una calma innaturale. La tensione è accresciuta da un sommesso cantilenare e da un ribollire di mugugni inarticolati che rimbombano nei corridoi: un rituale oscuro carico di potere occulto…
“Tocca le corde del mondo…” mormora fra sé e sé Eron, rabbrividendo.

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