La Saga di Nodhes di Thraal

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Archive for March, 2008

un nuovo inizio

14 March, 2008 (21:39) | la città dei veggenti | 2 comments

Il sole sì affacciò all’orizzonte da dietro una sottile coltre di nuvole ed incendiò la valle di un arancione acceso. Un cavaliere spronò il suo destriero sollevando una densa nube di polvere dietro di sé. Un cranio spezzato sotto lo zoccolo del cavallo siglò l’arrivo nella Terra dei morti.
Una voce si faceva sempre più insistente nella testa di Ineran man mano che si avvicinava:
“Sciocco mortale! Cosa pensi di trovare qua? Torna indietro!”
Il cavallo si fermò di colpo impennandosi e facendo quasi cadere il suo cavaliere. Ineran mantenne salda la presa sulle redini e accarezzò dolcemente il collo del destriero per cercare di calmarlo, sentendo il suo manto scosso da tremiti di paura. Gli impercettibili bisbigli che saturavano l’aria dovevano essere una tortura per i sensi dell’animale che non accennava a calmarsi, costringendo così Ineran a smontare.Imponenti mura di pietra levigate dal vento si stagliavano innanzi a lui. Il furfante superò i battenti del portale in legno e rame che giacevano a terra scardinati e si diresse subito ad una vecchia fonte per far abbeverare il suo cavallo trovandola però completamente asciutta. Azionò ripetutamente la pompa semi arrugginita finché non ne fuoriuscirono fiotti di fango denso seguiti finalmente da dell’acqua sporca. Il cavallo gettò il muso nella pozza bevendo comunque avidamente.Quando l’animale si fu rifocillato il furfante gli dette un colpo secco con il palmo della mano su una coscia. Il cavallo lasciò la cittadella senza che ci fosse bisogno di insistere. “Bene… ora torna pure dal tuo padrone…” disse osservando il suo compagno di viaggio scomparire in una nube di polvere.

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la penna del corvo

21 March, 2008 (20:40) | la città dei veggenti | 3 comments

Ineran si sfregò con un dito i segni sul palmo della sua mano destra, le scottature lasciategli dai frammenti del tizzone ardente di Worach si vedevano ancora.
Perché quel mostro nel tempio degli Erunt mi ha detto che ho un legame con un Signore della Morte? Che questi segni siano qualcosa di più di una cicatrice da scottatura?”
Ricordò i bei momenti in cui Kyra usava prendere quella mano fra le sue, baciandola dolcemente…

La ragazza lo guardò con affetto. I suoi occhi rivelavano l’entusiasmo e la grinta con cui prendeva la vita. Ineran invece era turbato:
“Sei sicura che dobbiamo fidarci dell’uomo che ci ha consigliato tuo fratello?”
“Detiene un grande potere nel castello in cui dimora e ci concederà importanti privilegi se lo accontenteremo; non saremo più costretti a vivere come girovaghi grazie solo ai nostri spettacoli”.
Ineran era poco convinto: in realtà la sua vita da funambolo non gli dispiaceva affatto ma d’altro canto sapeva bene che Kyra l’aveva seguito per amore e non voleva che la ragazza soffrisse troppo a causa sua. Suo fratello poi non era mai stato contento di quel legame e non si era mai risparmiato nel palesarglielo, più e più volte.
“Dove li incontreremo?”
“Giù, al guado”.
“Sentiamo allora che ha da proporre” concesse infine Ineran.

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la profezia dell’oracolo

29 March, 2008 (16:59) | la città dei veggenti | 6 comments

Con il calare della notte la nebbia si era fatta sempre più densa, avvolgendo la palude in un tetro silenzio, rotto solamente dal rumore dei pesci che affioravano in superficie di tanto in tanto per catturare un insetto. Le luci della città erano offuscate e sembravano quasi ondeggiare, facendo perdere traccia di ogni punto di riferimento.
“Non ho alcun interesse ad incontrare l’oracolo, ma se ha proprio qualcosa da dirmi allora dovrà essere lui a venire da me” sentenziò infine Nodhes prima di saltare sull’imbarcazione di Loresh, facendola oscillare pericolosamente e rischiando di farla rovesciare. La spinta del salto aveva inoltre fatto allontanare la zattera che aveva appena lasciato e che già stava scomparendo nelle fitte nebbie della palude. Ineran osservò sconsolato la sagoma del suo testardo compagno prima che si dissolvesse del tutto. Accanto a lui, Eron era assorto nell’osservazione di uno spettacolo che gli altri non erano in grado di percepire: i suoi occhi scrutavano le nebbie in cerca di un segno che rivelasse la direzione da seguire. Intanto Emys lo teneva saldamente per un braccio, facendo attenzione che il suo maestro non cadesse in acqua.
E se lo scoprissero? Se l’Oracolo rivelasse loro il mio segreto?” dubitò pensierosa.
Qualcosa urtò la chiglia della barca grattando per un po’ sotto di essa e affondando poco dopo nelle profondità della palude.

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