La Saga di Nodhes di Thraal

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Archive for April, 2008

tradimento!

11 April, 2008 (20:28) | la città dei veggenti | 2 comments

L’imbarcazione che aveva soccorso Eron, Emys ed Ineran era una lunga gondola guidata da un pescatore. A prua era fissata una campanella che suonava vivacemente ad ogni più lieve rollio della barca.
Giunti in prossimità della riva non trovarono però, come avevano sperato, Nodhes e Drunkhno ad attenderli, bensì un gruppo di guardie del Triumvirato, guidate da un uomo distinto, vestito di abiti nobiliari, che li attendeva in piedi, pazientemente, con le mani giunte. Era leggermente stempiato e una brutta cicatrice gli attraversa uno zigomo, acciaccandogli un occhio.
“Sono loro. Alzatevi!” disse tranquillo.
Le guardie, che se ne stavano appoggiate alle loro picche o sedute su vecchi tronchi di alberi caduti, si destarono dal loro riposo, sollevando un clangore di spade, scudi e armature.

Eron ebbe un brivido alla schiena, un avvertimento del suo sesto senso, che andava al di là dell’imminente incontro con le guardie che li stavano attendendo.
“Fermati” ordinò seccamente Ineran al barcaiolo.
“Non posso signore” gli rispose mesto l’uomo senza guardarlo negli occhi e continuando a far avanzare placidamente la barca verso la riva.
“Temi che ti ritengano responsabile se fermerai la barca?”
“Ormai è tardi signore…”
Ma il barcaiolo non ebbe tempo di finire la frase: Ineran gli dette una violenta spinta che gli fece perdere l’equilibrio e cadere in acqua. Emys ed Eron osservavano sbigottiti la scena che degenerò sempre più rapidamente. Mentre la barca continuava ad avanzare per inerzia verso il lungo pontile di legno, Ineran recuperò il remo caduto in acqua e cominciò a pagaiare, cercando di riprendere il largo. (more…)

vecchie verità e mancate bugie

22 April, 2008 (21:21) | la città dei veggenti | 2 comments

Il contributo fondamentale di Eron per evitare un massacro non era passato inosservato a Zobel, l’uomo a capo delle guardie che li stavano scortando verso il palazzo dei Triumviri. Poco dopo la fine della sanguinosa battaglia, accorsero da palazzo altre guardie, richiamate dal suono del corno che li aveva messi in allarme.
Zobel indicò uno dei cadaveri al capitano del drappello di rinforzo.
“Questi non hanno a che fare con i nostri prigionieri…”
Il capitano spinse con un piede il cadavere, rovesciandolo sullo schiena, e notò qualcosa nel loro abbigliamento che lo fece scurire in volto.
Emys, intanto, seguiva l’evolversi degli eventi nascosta nelle ombre.

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il prezzo della libertà

24 April, 2008 (17:15) | la città dei veggenti | No comments

“Deve essere questa la Via delle Sette Volte” pensò Eron ad alta voce osservando la stretta strada che avevano appena imboccato, poco più che una fessura nella penombra della città, sormontata da sette archi che collegavano gli alti palazzi ai suoi due lati. Non erano di certo paragonabili alle squallide catapecchie della zona del porto, ma non avevano neanche la misteriosa signorilità degli antichi edifici della cittadella. Al volgere del tramonto era tutt’altro che deserta. Doveva essere nota per gli incontri segreti giacché vari capannelli di persone si erano radunati sotto i portici a confabulare, abbassando la voce e facendo emergere sguardi minacciosi non appena qualcuno passava nelle vicinanze. La via ospitava anche un’osteria, dal cui interno provenivano fetidi odori e rumori di alterchi che sembrava potessero sfociare da un momento all’altro in una violenta rissa.

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braccato

25 April, 2008 (17:20) | la città dei veggenti | 1 comment

Il carceriere sollevò il pestio che bloccava la porta della cella ed entrò portando con se un secchio di legno colmo d’acqua.
Nodhes era accasciato, privo di sensi, sul fondo di una una cella umida e buia, le braccia levate in alto, sostenute da pesanti catene, assicurate ai suoi polsi da bracciali di ferro. Il suo corpo massiccio era popolato di lividi ed escoriazioni, frutto delle percosse e delle scudisciate dei brutali carcerieri.
Si risvegliò all’improvviso quando fu investito in pieno volto dalla gelida acqua di palude del secchio del carceriere.
“Sveglia barbaro! Ti vogliono parlare, hai visite” intimò il carceriere.
A breve fece ingresso nella cella un uomo vestito di una nobile tonaca ricca di decorazioni e gioielli. Sul petto sfoggiava un medaglione raffigurante una testa d’animale, gioiello elaborato e rappresentativo di qualche posizione importante e prestigiosa.
Il carceriere posò il secchio e afferrò un frustino facendolo schioccare vivacemente, come per mostrare a Nodhes la sua efficacia. “Bada di rispondere bene, e porta rispetto a chi hai di fronte” minacciò con un sibilo.

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viaggio nell’incubo

28 April, 2008 (21:35) | la città dei veggenti | 3 comments

Emys ed Eron entrarono nel palazzo dei Triumviri, sopra di loro, attraverso drappi e veli sontuosi scorsero delle figure che li osservavano da un ballatoio; il servitore che li stava scortando li fece accomodare in un cortile interno, a cui lati si estendevano, oltre all’ingresso, le tre ali simmetriche del palazzo simboleggiate dai tre consueti simboli della tartaruga, del coccodrillo e della rana. Quando Zobel li raggiunse, palesemente nervoso, si raccomandò con Emys di porre particolare attenzione nell’interpretazione dei sogni del Triumviro Gahird.
“Cos’è che vi rende così impaziente?” chiese Eron provocatorio, nonostante il suo solito tono calmo e piatto.
“Un problema annoso che affligge gravemente il triumviro non è un bene per nessuno.”
“Perdonatemi, ma non mi sembrate il tipo che si preoccupi per le angosce notturne altrui.”

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