doppia identità
Le strade della città erano invase da spettri evanescenti che sciamavano da una casa all’altra facendo fuggire a gambe levate i flaccidi blivoriani ancora in camicia da notte. Orde di corpi in putrefazione animate dalle arti necromantiche di Worach bloccavano i cittadini in fuga, incolonnandoli in lunghe file che confluivano al cuore del Crocevia.
Altrove un drappello di guardie affrontava eroicamente un gruppetto di non morti, ma nei loro fendenti c’era solo la disperazione di chi sa di andare incontro alla morte, alla peggiore delle morti. Le loro spade recidevano arti e teste di zombie senza riuscire ad impedire ai loro immondi corpi di continuare a muoversi. Per non parlare degli spettri, che si avventavano sulle guardie senza neanche accorgersi delle spade che attraversavano i loro corpi inconsistenti.
Nodhes osservava la scena sconfortato stringendo nel pugno l’elsa della spada maledetta, ancora infoderata.
“Se solo me ne fossi andato prima, forse tutto questo non sarebbe successo…”