resa dei conti
Il sole splendeva forte nella valle di Usten trasformando la foresta di rocce in un enorme forno. Una donna avanzava con passo sicuro nel sentiero che serpeggiava fra le guglie di pietra fino alla collina in cui Eron il saggio aveva costruito la sua capanna.
Gli abitanti del villaggio si erano già abituati alla sua presenza e qualcuno di loro avevo già cominciato a fargli visita di tanto in tanto per chiedere i suoi servigi di veggente. Persino Lord Danskell, il Signore della valle, aveva accettato la sua presenza.
La donna riconobbe subito Eron quando le aprì la porta seppure lo avesse visto poche volte – non era certo un tipo dall’aspetto comune.
Il veggente le sorrise e le fece cenno di entrare. Sul rozzo tavolo di legno c’erano due tazze di terracotta fumanti che sprigionavano un intenso profumo di menta.
La donna, accaldata dal lungo viaggio sotto il sole, si adagiò su uno sgabello osservando imbarazzata la tazza che Eron le stava offrendo.
“È una mia ricetta. Tanto più è caldo e tanto più è rinfrescante.” le spiegò il veggente.
La donna bevve un sorso della tisana sentendo un intenso calore sulla lingua che le scese poi nella gola e nello stomaco. La sensazione si disperse rapidamente lasciando il posto ad un brivido che le attraversò la schiena, dalla base fino al collo per poi salirle alla testa dandole una piacevole sensazione di leggerezza.
Il veggente sorrise osservando l’espressione di stupore della donna, espressione che durò ben poco, dato che la donna si scurì in volto, come se le fosse venuta in mente solo adesso una cosa da dire di estrema importanza.
“Devi aiutarmi Eron, devi parlare con Bureng.”
“Sono arrivato in questa valle solo da tre mesi ma ho già avuto modo di saggiare la testardaggine di tuo marito.”
L’espressione della donna cambiò di nuovo, facendosi quasi supplichevole. Poggiò una mano sul braccio di Eron.
“Sono sicura che a te darà ascolto.”
Eron ci pensò un attimo, fingendo di non aver già deciso e di non essere già a conoscenza di ciò che la donna gli avrebbe chiesto.
“Va bene, farò il possibile per farlo ragionare.”
“Grazie Eron, grazie di cuore. Vorrei accompagnarti ma…”
“Lo so, qualcuno potrebbe vederci. Non temere, conosco la strada.”