della divinazione e delle arti arcane
Il veggente era ancora scosso dallo scontro con le tuniche porpora. Era raro in quell’epoca vedere qualcuno in grado di manipolare la magia, per non parlare del fatto che a farlo era stato una creatura demoniaca.
Rispolverò con cura dalla sua vecchia libreria alcuni cilindri di cuoio rigido e ne trasse delle antiche pergamene ingiallite, che svolse con cura sul tavolo affinché non si rovinassero. Si accomodò su un rozzo sgabello e si mise a leggere le pergamene illuminate dalla fioca luce di una lampada ad olio.
Una di esse attrasse in particolar modo l’attenzione del veggente.
La gente comune non conosce la differenza tra un veggente e un mago, ma si limita a parlare indifferentemente di entrambi con l’appellativo di stregone.In effetti c’è una radice comune tra le due professioni: entrambe hanno a che fare con la stessa materia prima, il substrato che permea ogni oggetto del nostro mondo, e la cui sola esistenza risulta incomprensibile ai più.I veggenti sono le persone che hanno ricevuto il dono naturale di poter vedere questa sostanza. È difficile descriverne la visione, proprio in virtù del suo essere impercettibile alle persone comuni. Inoltre essa si manifesta in più modi e può variare a seconda del veggente che la osserva. Di solito si avverte attraverso la presenza di particolari sfumature, variazioni di intensità o di tonalità dei colori degli oggetti che ci circondano.
In alcune circostanze, e tramite opportuni procedimenti, è possibile vivacizzare tale fenomeno rendendolo di più semplice lettura e permettendo a certi particolari, altrimenti impercettibili, di emergere.
Osservare l’influenza che tale substrato esercita sul mondo consente di capire cose che una persona comune non sarebbe mai in grado di cogliere. Ad esempio è possibile capire quello che succederà nell’immediato futuro, da cui il nome di veggente, o indovino.
Le braci di un fuoco che si sta spegnendo o i granelli di sabbia che si inseguono in mulinelli sospinti dal vento sono esempi di eventi che possono sembrare insignificanti, ma che in realtà nascondono segreti straordinari, che solo i veggenti sanno interpretare. Talvolta è possibile solo rispondere ad un quesito precedentemente formulato come “il nascituro sarà un maschio?” o “Anche quest’anno ci sarà siccità?”; altre volte invece, interi frammenti di scene che stanno per avvenire balenano nella mente dell’indovino, dandogli l’illusione di proiettare i suoi occhi direttamente nel futuro.
Talvolta un veggente può manifestare una diversa sensibilità, chiamata “visione dell’aura”. Vi sarà probabilmente capitato di essere passati per luoghi infestati dai fantasmi, ovvero dagli spiriti delle persone morte che sono rimaste intrappolate, per qualche motivo, nel mondo dei vivi. Essi sono evanescenti, simili a nebbia, ma sono ben visibili a chiunque abbia l’ardore di avvicinarglisi.
Quando invece lo spirito è ancora congiunto al corpo vivente del suo portatore, esso è indissolubilmente legato alle fibre del corpo e non è possibile vederlo, a meno che non si sia in grado di percepirne l’aura. I veggenti che dispongono di un tale straordinario dono riescono a percepire le appendici che lo spirito protende fuori dal corpo che lo ospita e il cui colore varia in base al suo umore: ad esempio lo spirito di una persona infuriata sarà di un colore rosso acceso.Se le due capacità che vi ho appena descritto sono in grado di osservare le forze che muovono il mondo, ce n’è una terza che permette invece di manipolarle. Tale disciplina prende il nome di arte arcana, o magia. È così raro trovare qualcuno che la padroneggi, che molti studiosi sostengono perfino che si tratti solo di una leggenda. In realtà essa esiste ed più diffusa di quanto si creda, seppure le persone che la pratichino siano spesso individui poco raccomandabili, che vivono al di fuori della società.
Gli arcanisti, più comunemente detti maghi o stregoni, non hanno la sensibilità che permette ai veggenti di cogliere le sfumature del mondo, ma sono comunque in grado di canalizzare l’energia che scaturisce dal suo substrato e di manipolarlo a proprio piacimento. Essi si sostituiscono agli Dei, plasmando i residui di materia informe, così come fecero gli Dei all’alba dei tempi,quando crearono il mondo dalla stessa sostanza. Solo la fantasia può porre un limite a ciò che sono in grado di fare e alle conseguenze indotte dai loro atti sconsiderati.
Una scintilla di tale sostanza, detta anche il divenire o la creta degli Dei, si trova anche all’interno di ciascuno di noi. Essa è il dono che gli Dei hanno fatto agli uomini per permettere di contrastare e decidere il proprio destino piuttosto che viverlo passivamente in base a quanto scritto dagli Dei. Gli uomini più coraggiosi ed audaci sfruttano costantemente tale scintilla, seppur senza che se ne rendano conto. L’uomo infatti non è stato creato per utilizzarla consapevolmente: la sua mente viene consumata dal caos del Divenire, anche solo osservandolo, per questo i veggenti tendono ad essere alquanto eccentrici. Tale corruzione è ancor più evidente per quelli che invece osano perfino manipolare il Divenire.
C’è stato un tempo in cui noi Seriant ci lasciammo sedurre dal fascino della magia e dalle comodità che essa introduceva nelle nostre vite. Le magnificenti rovine sparse ovunque nel nostro mondo testimoniano in parte il livello tecnico che raggiungemmo, di gran lunga superiore dia quello a cui siamo adesso. Quando capimmo che l’uso sconsiderato della magia ci avrebbe portato alla rovina era ormai troppo tardi…