La Saga di Nodhes di Thraal

Entries Comments


un passato da funambolo, un futuro da furfante

21 January, 2008 (21:34) | la maledizione degli dei informi

IneranQuando Kyra morì tra le mie braccia mi dissi che sarebbe stata l’ultima volta che avrei legato il mio cuore ad una donna. Non avrei potuto sopportare di nuovo quel dolore. Ma non sapevo che dietro alla disperazione di quel momento mi attendeva un’orrore sconfinato. Worach il Necromante mi guardò con il suo sguardo freddo e apatico. Dannazione al momento che stringemmo con lui quel patto scellerato: io e Kyra non avevamo bisogno del suo denaro e la nostra vita circense bastava a renderci felici. Perché fui così avido? Senza il mio orgoglio Kyra non sarebbe morta.

Gli spiriti ulularono intorno a noi e il corpo di Kyra sussultò tra le mie braccia. Il terrore mi afferrò il cuore: un demone stava tentando di impadronirsi del corpo della mia amata ed io non potevo nulla per impedirlo. Quando il corpo di Kyra si rialzò mi guardò con i suoi vuoti occhi vitrei. Il demone che l’aveva ghermita snudò il suo sorriso maligno rivelando i denti della mia amata, ancora coperti di sangue. Perversamente il demone si leccò via il sangue, gustando il calore di un corpo umano. Ero devastato, non avrei mai osato alzare una mano contro quello che restava di Kyra e nella mia ignoranza non sapevo, e tuttora non so, se avrei potuto far del male anche al suo spirito.

Il demone mi voltò le spalle e corse vie, nonostante le mie urla di orrore e disperazione. Urlai a Worach di fare qualcosa e lo afferrai per il bavero della sua tunica nera. Lui mi guardò con disprezzo e poi mi allontano da lui con un gesto secco e privo di pietà.
“Il rischio di questa impresa era nei patti e se ora vuoi i miei servizi perché liberi quel corpo dovrai pagare” disse scandendo ogni parola, lentamente, con quella sua voce profonda e roca, priva di ogni sentimento di compassione.
Restai allibito ma non avevo alternative.
“Trovami la Luna di Sangue. Portamela. Ed allora utilizzerò per te le mie arti necromantiche”
Protestai, lo calunniai, minacciai di ucciderlo. Ma mi aveva in pugno: sapevo bene che non avrei mai saputo a chi altri rivolgermi in quel frangente; più che un patto era un ricatto.

Ed io mi lasciai ricattare. In fin dei conti già sapevo che la vità è così: tutto ha un prezzo, ed io quel giorno stavo pagando caro.

«

  »

Write a comment